Dossier about Silence

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INTRODUCTION

I found a good article about silence in La Republica Dossier 13/7 2019. here is the Italian version I got using OCR of the images.

INDEX

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The full article in Italian

Image A:

L’ORGANIZZAZIONE MONDIALE della Sanità ha definito l’inquinamento acustico una “piaga moderna”, perché “esistono prove indiscutibili che l’esposizione al rumore ambientale ha effetti negativi sulla salute della popolazione”. L’uomo ha bisogno, per vivere bene, del silenzio, che nelle nostre città sempre più cacofoniche è diventato una rarità. Nel mondo occidentale si fugge dal caos indossando un paio di cuffie o ricorrendo a un corso di meditazione yoga. In India, invece, siamo già arrivati alle maniere forti: la popolazione è scesa in strada per rivendicare il diritto al silenzio, contro gli strombazzanti automobilisti. Nel frattempo la tecnologia sta studiando e mettendo sul mercato dispositivi per insonorizzare gli ambienti sfruttando le vibrazioni wireless, ma anche braccialetti che replicano il battito del cuore per allontanare il cervello dallo stress provocato dal rumore circostante. Geniale la pubblicità dell’ufficio del turismo della Finlandia: per attirare turisti ha lanciato lo slogan Silent, Please, raffigurando scorci di natura incontaminata. Che poi è lo stesso principio che ha ispirato i monaci benedettini di Pluscarden Abbey, in Scozia, ad aprire le porte del convento, che risale al XIII secolo, a chiunque voglia trascorrere poche notti (o qualche mese) nella quiete più assoluta. Il silenzio, insomma, è diventato un business. Che cresce parallelamente all’inquinamento acustico delle città.

B.
ALESSANDRA FRIGERIO, PSICOLOGA CON un PhD in psicologia sociale cognitiva e clinica, è docente all’Università di Milano-Bicocca e alla Sigmund Freud University. Nel mondo iperconnesso e nella società rumorosa in cui viviamo, esiste davvero un’aumentata domanda di silenzio? «C’è un’elevata ricerca di recuperare contesti in cui le persone possano riallacciarsi al silenzio. Questi tentativi trovano risposta, per esempio, nella parte cipazione a corsi di meditazione, yoga, ritiri spirituali, viaggi rilassanti. Tuttavia questi sono modi di vivere il silenzio in contesti prestabiliti, che consentono un accesso alla propria soggettività attraverso strutture e metodologie standardizzate, quasi fosse un silenzio fast food, addomesticato. Che significato ha il silenzio?

C.

Che significato ha il silenzio? «Molteplici. Può essere indice di un blocco nella parola, di aggressività (che si esprime nel non parlare all’altro), di intimità forte con una persona, di ascolto, di angoscia. In ogni caso è importante non classificarlo come l’opposto della comunicazione: il silenzio, piuttosto, è l’antitesi del rumore. Di più: il silenzio è il presupposto della parola. Infatti, affinche ci sia parola, serve che ci sia ascolto, e quindi silenzio. Come scrive il sociologo francese David Le Breton nel suo libro Sul silenzio. Fuggire dal rumore del mondo (ed Cortina), “non c’è parola senza silenzio”, come se il silenzio diventasse la punteggiatura di un discorso. Eppure spesso è un tabù e viene vissuto negativamente. Non è quasi un sinonimo di solitudine? «Saper reggere il silenzio significa essere in grado di sostenere la solitudine, che non è sinonimo di isolamento. Al contrario, la solitudine può essere uno spazio molto generativo, fondamentale perché ci sia un legame sociale vero e autentico. Generalmente la solitudine e il silenzio fanno paura, tant’è che quell’esigenza di quiete che

D.

le persone percepiscono spesso viene repressa, perché può rappresentare un esperienza pesante, perturbante. Stare in silenzio significa confrontarsi con un apparente vuoto, con una serie di aspetti enigmatici, di interrogativi irrisolti. Ecco perché la nostra tendenza è quella di riempire il silenzio con il rumore e la chiacchiera, costringendo la parola nella circolarità ripetitiva che non produce nulla di nuovo. Il silenzio, ancora, ci confronta con i limiti del linguaggio: perché è lo spazio dell’indicibilità, di ciò che non riusciamo a esprimere Come influisce il silenzio sul benessere mentale? Già in passato molti psicologi hanno evidenziato come serva a favorire la creatività: le cellule cerebrali si rigenerano e, nella zona dell’ippocampo, è possibile lo sviluppo di nuove cellule che possono diventare neuroni e favorire l’aumento della memoria e dell’apprendimento. A tale proposito il silenzio è fondamentale per lo sviluppo sano d

E.

zio, dove addirittura si possa annoiare, serve affinché sia in grado di alimentare la propria creatività. Detto altrimenti, un’agenda piena di impegni è spesso controproducente Quanto è importante nella pratica clinica? «Il silenzio per uno psicologo o per uno psicanalista è parte integrante della strumentazione. Il terapeuta sta perlopiù in silenzio perché lascia al paziente uno spazio di libertà. Gli consente di esprimere un concatenarsi di discorsi, di liberarsi delle parole, al di là dei vincoli di coerenza, moralità, logica razionale. L’ascolto silenzioso

F.
permette al paziente di potersi autoascoltare, cogliendo le implicazioni delle proprie parole. A volte il silenzio dell’analista è anche quello di chi, di fronte alla domanda del paziente, non risponde. Lo fa perché evita di influenzare l’individuo con il suo giudizio e per evitare di essere pedagogico. Il silenzio, in questo caso, è la restituzione al paziente della propria domanda, perché è quest’ultimo a dover trovare la soluzione migliore».

G.
L’INDIA SI È DATA una regola. Si chiamano Zone del silenzio, e teoricamente sono paragonabili all’area C che impedisce alle auto di circolare nel centro di Milano. La differenza è che il divieto non è stato eretto contro lo smog e l’inquinamento atmosferico, bensì contro quello acustico. Tutto è iniziato alcuni anni fa nella caotica Mumbai, dove un gruppo di attivisti ha cominciato a manifestare per il diritto alla quiete. La motivazione è presto detta: il livello di decibel medio a Mumbai è superiore a 80, mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità indica di non superare la soglia massima di 65 decibel di giorno e 40 di notte. Così l’Alta Corte di Mumbai ha stabilito il divieto assoluto di rumore in un raggio di almeno 100 metri attorno a ospedali, scuole, tribunali, parchi, edifici pubblici, biblioteche e università. La legge anti-rumore di Mumbai è stata la prima di una serie di iniziative adottate in altre grandi città dell’India, che si stanno anche opponendo ai voli notturni degli aerei, per tutelare il silenzio notturno dei residenti. e in Europa?

H.
E in Europa? L’India è ovviamente uno dei paesi più esposti al problema dell’inquinamento acustico, ma le città europee potrebbero non essere troppo distanti dalla necessità di dover adottare misure analoghe. Raccontano i ricercatori del Charité University Hospital di Berlino che fra le 10 città più rumorose al mondo c’è Parigi, mentre Barcellona, Roma e Berlino si posizionano fra le prime 20. Dice l’Organizzazione Mondiale della della Sanità, che ha da poco realizzato un dossier dedicato all’Europa, che il 40% della popolazione del Vecchio Continente è esposta a un livello di decibel superiore a 55, soprattutto a causa del rumore del traffico stradale. Di questa percentuale, il 20% subisce livelli di rumore superiore a 65 durante il giorno e più del 30 per cento dorme con un frastuo

I.
no di sottofondo che supera la soglia dei 55 decibel. L’indicazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ai governi è proprio quella di aumentare la sensibilizzazione rispetto a questa tematica e di favorire la crescita di buone prassi per ridurre il frastuono, nocivo per la salute. I suoni della città Tra le 50 metropoli prese in considerazione dai ricercatori te deschi, Milano si attesta in 36esima posizione, mentre Roma mostra livelli d’inquinamento molto più preoccupanti, posizionandosi appena poco fuori dalla top ten (14esima). Tuttavia, mentre a Roma non sembra esserci troppa attenzione per questo problema, a Milano l’Università Bicocca ha appena av viato uno dei primi corsi sul tema dell’inquinamento acustico e, in collaborazione con il Comune, ha iniziato a monitorare i suoni della città. Una mappa dei decibel in tutti i quartieri viene invece da Homepal, che ha messo sotto la lente i singoli isolati. Acusticamente congestionate anche Palermo, Firenze e Torino, mentre Napoli e Bologna vivono una situazione di poco più silenziosa. Per tutte le città, la direttiva europea impone di mappare l’esposizione acustica, con particolare attenzione agli assi stradali, alle ferrovie e agli aeroporti, e di avviare piani di azione antirumore. Attualmente solo Milano sta sviluppando un progetto di mappatura. Se le altre città non si adegueranno, scatteranno multe salate.

J.
LA NOTTE, I TAPPI. E il giorno, cuffie giganti per isolarsi dal resto del mondo. Domani entrambe queste soluzioni potrebbero essere superate da Mute, l’ultimo dispositivo ideato dai ricercatori dell’università dell’Illinois, in grado di ripararci dai rumori senza bisogno di auricolari o altro. Utilizzando la tecnologia wireless, il frastuono viene captato e, in tutta risposta, viene generato un segnale in grado di annullarlo. La soluzione è stata studiata per rispondere soprattutto alle problematiche create dagli open space sul posto di lavoro, ma anche per gli appartamenti del centro città. Già oggi esistono cuffie e auricolari che non solo permettono di telefonare e ascoltare musica, ma sono dotati di microfono per captare le onde sonore ed elaborare un segna

K.
le acustico uguale e contrario che, trasmesso simultaneamente al suono indesiderato nelle nostre orecchie, lo annulla. L’effetto è quello di ascoltare il silenzio totale. Oppure di potersi concentrare sulla propria conversazione o canzone, senza subire il baccano attorno. Tuttavia si tratta di una tecnologia imperfetta, che potrebbe non essere salutare sul lungo termine. La soluzione dunque potrebbe venire appunto dal professor Sheng Shen e dai suoi colleghi dell’università dell’Illinois, perché si tratta dello sviluppo di un sistema di cancellazione del rumore in un ambiente chiuso. Muse è infatti composto da un microfono in grado di rilevare i suoni indesiderati e di inviare un segnale wireless a un piccolo dispositivo indossabile, simil
L.
UNO STUDIO DEL 2006 pubblicato sulla rivista Heart ha scoperto che due minuti di silenzio al giorno hanno un’azione più calmante dell’ascoltare musica rilassante. L’analisi è stata effettuata basandosi sui cambiamenti della pressione arteriosa e della circolazione sanguigna nel cervello. Dunque, piuttosto che accendere la radio, meglio concedersi un piccolo momento per sé, ritagliandosi un luogo isolato e silenzioso per qualche minuto. Si è infatti scoperto che l’inquinamento acustico è causa di ipertensione e attacchi cardiaci, oltre a compromettere l’udito e la salute in generale. Rumori forti aumentano i livelli di ansia attivando un’area del cervello che a sua volta scatena il rilascio dell’ormone dello stress, il cortisolo.

Per aumentare la produttività al lavoro, dedicate una piccola parte della pausa pranzo al silenzio, per esempio con una passeggiata al parco. Questo perché il cervello recepisce ogni input auditivo esterno, e le incessanti richieste di attenzione stressano la corteccia prefrontale, che è coinvolta nel pensiero alto, quindi nel processo decisionale, nel problem solving e nella creatività. Di conseguenza, le risorse del cervello si esauriscono e si diventa più distratti, mentalmente affaticati. Bastano pochi minuti di silenzio perché il cervello possa abbassare la guardia sensoriale e recuperare le risorse mentali per ristabilirsi.

La capacità del cervello di fantasticare, creare, sognare a occhi aperti si attiva quando il cervello è disimpegnato da stimoli esterni. Significa che pensieri, ricordi, emozioni e idee vengono vissuti in modo più intenso quando il cervello è immerso nella quiete, liberandosi dalle distrazioni che fanno rimanere in superficie la mente.
M.
Uno studio pubblicato dalla rivista scientifica Brain, Structure and Function ha confrontato sul cervello dei roditori gli effetti del rumore ambientale, del rumore bianco (sorta di fruscio continuo, che può coprire i rumori di fondo), delle chiamate dei cuccioli e del silenzio. I ricercatori hanno scoperto che due ore di silenzio quotidiano hanno portato allo sviluppo di nuove cellule nell’ippocampo, una regione chiave associata all’apprendimento, alla memoria e alle emozioni.
N.
auricolare. I segnali wireless, spiega il ricercatore, viaggiano un milione di volte più velocemente delle onde sonore, per cui l’auricolare riceverà informazioni sul suono da escludere molto prima che questo raggiunga l’ascoltatore, dando così il tempo per elaborare una traccia acustica migliore capace di annullare completamente il rumore, senza dovere bloccare completamente il canale uditivo. Parallelamente l’architettura sta lavorando sulla creazione di stanze del silenzio, pensate per creare zone di relax all’interno di aree caotiche e rumorose. L’esempio è quello della stanza della meditazione del palazzo Onu a New York, ma anche in Italia esistono stanze del silenzio a Firenze, Ferrara e all’Ospedale Le Molinette di

O.
Torino. Promotore a livello nazionale è il gruppo di lavoro Stanza del Silenzio di Modena, coordinato da Alessandro Bonardi, docente al Master interculturale all’Università di Modena e Reggio Emilia. Recentemente anche Milano ha aderito all’iniziativa: per il momento verranno creati luoghi di decompressione al Pio Albergo Trivulzio e al Golgi Redaelli, entrambe strutture di cura della città. Ma l’idea è di estendere il progetto anche nelle stazioni, negli aeroporti e nelle carceri. Queste stanze nascono come luoghi di preghiera multietnici, quindi privi di qualsiasi simbolo religioso, dove è possibile entrare, rispettare il rigoroso silenzio, pregare, meditare o semplicemente staccare la mente per qualche minuto e raccogliere i pensieri.

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conclusion

 

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  • Sources

 


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