Una cisterna eoliana

Oggi ho avuto un impulso. Mi sono fatto un muro a secco stamattina e oggi pomeriggio sono sceso nella cisterna per finire il lavoro, sigillando alcuni spacchi fini che avevano lasciato passare sottili radici. Le due foto mostrano la cisterna dall’entrata e dal fondo.

La cisterna fu scavata forse cento anni fa (la casa almeno ha questa etá) sotto il terrazzo ed é a forma di campana, profonda circa quattro metri e mezzo con un diametro di fondo di circa tre metri. Prima aveva un sottile collo di circa un metro ma nessuno, anche se pagato bene, accettava di scendere nella mia cisterna. Io ero troppo largo per entrare tramite quel collo e poi anche se ci fossi riuscito, il rischio di rimanere bloccato nel collo era troppo grande. Per questo ho aperto la cisterna più sotto per cui si accede adesso alla cisterna da fuori il terrazzo.

Nella foto di sinistra si può notare la forma di due seni nel muro. Mi sono chiesto del significato di questi seni. Ho pensato che forse questi seni sono una tradizione eoliana ma un’amico che é sceso in decine di cisterne a Lipari non ha mai visto una cosa simile. Un’altro amico dice che forse sono semplicemente dei sassi che non hanno voluto togliere e che poi i muratori hanno decorato.

Quattro anni fa scesi per la prima volta nella cisterna per ripulirla da un decimetro minimo di fango e per otturare gli spacchi che c’erano. Era impressionante scendere la prima volta. È ovvio che per sicurezza caliamo sempre una candela giù nella cisterna prima di scendere e che siamo sempre minimo in due, uno fuori e uno dentro. Oggi toccò a mio figlio di fare la guardia sopra.