L’Isola del Diavolo
Cercando con la parola chiave “Lipari” in Google trovai un paio di anni fa, un link a una libreria second hand svedese che vendeva il libro, tradotto in svedese “La Fuga - Come i prigionieri pol*itici venivano trattati sulle terribili isole dei fascisti.”. Il libro é scritto dall’antifascista Francesco Fausto Nitti.
“Il 1 dicembre 1926 fu condannato a cinque anni di confino e destinato dapprima a Lampedusa poi a Lipari. Qui conobbe Carlo Rosselli ed Emilio Lussu, con i quali evase il 27 luglio 1929 su un natante condotto da Italo Oxilia. Condotto insieme ai compagni di fuga prima in Tunisia e poi in Francia, a Parigi scrisse una cronaca della fuga pubblicata nel 1929 in inglese col titolo di Escape, in edizione italiana solo nel 1946 (Le nostre prigioni e la nostra evasione, Prefazione di Francesco Saverio Nitti, Napoli, ESI, 1946), che ebbe un discreto successo editoriale e fu tradotta in diverse lingue.” (Wikipedia)
LA FUGA
Le mie impressioni come
prigioniero politico e la nostra fuga da Lipari,
“l’Isola del Diavolo” dei fascisti
Con introduzione del ex Ministro degli Interni, Francesco Nitti
Faccio qui una libera traduzione. Non ho l’originale italiano.
Kapitolo X. “Lipari, che porta il nome dell’isola del vento, appariva sul mare blu davanti ai nostri occhi tristi la mattina del 15 marzo del 1927. Abbiamo impiegato otto giorni per arrivare al nostro confino, otto giorni in catene, in vagoni per prigionieri e buie celle, su navi a vapore, notti insonne nelle sporche prigioni dei paesi piene di insetti. A Girgenti in Sicilia ci separarono da Massarenti per essere trasportato a Ustica, un’altra isola di confino… Lipari é chiamata l’isola dei venti perchè la gente una volta pensava che l’isola era la casa di Eolo, il dio dei venti. L’isola porta bene il suo nome. Forti venti dominano giorno e notte queste isole vulcaniche , l’inverno, l’autunno e gran parte della primavera. Le vecchie ruine di Lipari sono scosse da intemperie e durante le notti sente il vento terribile nelle viuzze. Certi giorni soffia talmente forte che i cittadini non hanno il corraggio di uscire. L’aria é sempre piena di sabbia che ti accieca e impedisce ogni movimento. Ma Lipari mi apparve come un piccolo paradiso i primi giorni. Per chi aveva visto la terra desolata e bruciata dal sole di Lampedusa, Lipari impressionava col suo ricco verde e la città era accogliente con i suoi negozi, i suoi caffé e la luce elettrica. Al nostro arrivo sono stato colpito dal verde delle colline che circondavano il paese. Ma questa prima impressione fu oppresso man mano che comprendevamo la realtà di vita di confino in cui eravamo finiti.”
L’isola di Lipari con di fronte il molo e Monte Rosa nello sfondo
La prima vista di terra ferma a babordo.
Finalmente liberi! I I tre fuggiaschi, l’autore (Francesco Fausto Nitti) a sinistra,
e i compagni anonimi che li hanno aiutati nella fuga.






TopGun (subscriber) says:
Inserito il 17 Agosto 2008 alle 9:26 pmSei proprio innamorato perso di Lipari vero? e come darti torto.
admin (subscriber) says:
Inserito il 18 Agosto 2008 alle 10:00 pmInnamorato non sono più delle isole. Innamorati si é all’inizio ma dopo diventa amore.
Cresciuto che sono su quell’isola e con tutte le belle esperienze fatte li come fai a non volerci ritornare? Li ci sto bene e ci ritorno bene e volentieri, in altre parole Lipari é il mio paese.
TopGun (subscriber) says:
Inserito il 19 Agosto 2008 alle 9:43 amAllora sei un Liparese che vive momentaneamente a Goteborg.
Buona Giornata Stellan. 
admin (subscriber) says:
Inserito il 19 Agosto 2008 alle 4:49 pmGli abitanti di Lipari amano chiamarsi liparoti o eoliani. Con gli anni passati a Lipari mi sento un po liparoto si, un liparoto confinato in confino nel freddo nord….
TopGun (subscriber) says:
Inserito il 19 Agosto 2008 alle 7:09 pmè strana la vita. ci sono un sacco di ragazzi della mia età che
vorrebberò vivere in Svezia e tu che ci sei invece vuoi andare via.
Siamo sempre lì…l’essere umano non è mai contento di quello che
ha. Secondo me la tua posizione è ottima. Ti prendi il sole estivo
di Lipari e il resto dell’anno ti prendi il buono di Goteborg. non
è male!
admin (subscriber) says:
Inserito il 20 Agosto 2008 alle 9:16 pmNon sono solo io. Ma abbiamo un’altra etá e siamo forse stati via troppo tempo.
Per te e i tuoi amici farebbe certamente bene provare un altro modo di vivere. Ma poi al fin fine, avrai voglia di ritornare alla tua “odiata” Napoli. Ci posso scommettere. 
TopGun (subscriber) says:
Inserito il 24 Agosto 2008 alle 6:44 pmBhe è da testare questo voler tornare a casa. certo se non riesco
ad instaurare buone amicizie e ad inserirti in società è possibile
che ti venga davvero la voglia di tornare all’ “odiata” Napoli