Non voglio sapere

Abbiamo appena saputo di una tragedia qui in Svezia che ce ne viene raccontata un’altra che non si puo’ nemmeno descrivere in parole. Stavolta non se ne puo’ proprio parlare. Sul tram leggevano i giornali, ma nessuno ne parlava. Al mio lavoro vedono tutti il telegiornale, ma nessuno ha menzionato la faccenda. Ieri ho parlato con mio fratello che vive a Vienna e ha vissuto per venti anni a venti chilometri da Amstetten e non ne abbiamo parlato.

Dio non esiste, almeno non nella funzione a cui abbiamo imparato a credere. Non siamo più neonati a cui qualcuno deve sistemare il cuscino. Siamo “maggiorenni”, ma maggiorenni che ancora hanno tanto da imparare e per cui la strada dello sviluppo ancora è molto lunga. Dobbiamo smettere di gridare aiuto, pregare e credere che qualcun’altro sistemi per noi. Qui non ci sono scuse.

Dobbiamo usare quel cervello che ci è stato dato, imparare dalle nostre esperienze e agire perchè certe cose non si ripetino. In certi casi e specialmente se si tratta di dover aprire il salvadanaio, ci vogliono purtroppo delle vere e proprie catastrofi dove persone devono soffrire tremendamente, prima che succeda qualcosa.

Io, certe cose non le voglio proprio sapere.

 

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