Viva la donna italiana

Ieri parlai con mia figlia sulla cooperazione fra la sinistra svedese e italiana a Bruxelles. A quanto pare ci sono grosse difficoltá nel dialogo fra i nostri rappresentanti. La sinistra svedese ha una posizione chiaramente femminista che i partiti di sinistra italiani a quanto pare non condividono.

In Svezia è un crimine comprare servizi di sesso e i rappresentanti italiani sono a quanto pare fortemente contrari al criminalizzare la prostituzione. Inoltre dice che non c’é una democrazia rappresentativa nella sinistra italiana a Bruxelles con solo uomini. Per non parlare della rappresentanza democratica in Italia, con una forte minoranza femminile in Comuni, Regioni e Parlamento. Mia figlia sottolinea giustamente che una democrazia rappresentativa deve rappresentare tutti i gruppi sociali nelle giuste proporzioni. Quindi per comminciare, il 50% donne dappertutto a tutti i livelli della società. E in parlamento devono anche andare operai, cuochi, infermiere, dottori, parlamentari che rappresentano il paese del mondo del lavoro, non solo uomini pensionati.

Oggi su SVD un lungo articolo col titolo “Viva la donna!”

VIVA LA DONNA

Oggi ci sono le elezioni in Italia. Ma la politica é ancora il mondo degli uomini nel paese della pizza. Il gruppo dei capi politici in Italia é fatto da uomini dai capelli grigi con abiti a pennello. Poche donne entrano nei corridoi del potere, la loro presenza in politica é bassa.

L’italia sta al 67:mo posto tra Ubekistan e Nepal. Nelle due camere parlamentari le donne sono il 16% in confronto della media del 22% del Parlamento Europeo. Nelle liste elettorali dei partiti solo ca: il 12% sono donne Il governo uscente di centro-sinistra di Romano Prodi ha solo due ministri donna: Emma Bonino ministro Europeo e Livia Turco salute e sanità. Commenti di sottovalutazione di Berlusconi all’opposizione rivolti alle donne per sminuirle quali: “le donne della destra sono assolutamente più belle” e “la sinistra non ha gusti in fatto di donne” E per le donne in età della politica ha detto che sono l’ufficio del climaterio. Durante un dibattito con il ministro del consiglio Romano Prodi, Berlusconi spiegava che il suo partito ha poche donne candidate: “Difficile trovare qualcuno disposto a lasciare lavoro e famiglia per passare 5 giorni a Roma”

Ma soffia il vento del cambiamento, se pur debole. In vista delle elezioni attuali si è fatto un dibattito acceso sul più donne nella politica In TV si fa un dibattito dopo l’altro i politici non tardano a seguire la moda in voga e d’un tratto sembra che tutti supportino l’idea di avere donne al parlamento. Veltroni ne vuole 30 La sinistra propone come minimo 40, Berlusconi promette minimo 30 al governo”

Se volete capire il resto datemi una mano a tradurre. :)

 

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32 replies


  1. riesci a tradurlo?
    o almeno se riesci a scansionarlo e a convertirlo in un file word magari con qualche estensione di firefox o con google language posso riuscire a tradurlo da solo.
    mi sembra molto interessante questo articolo.

    p.s. in Spagna sono assai avanti ;)


  2. Abbiamo Itrige, Verdefoglia e tutti gli altri italiani in Svezia. Datemi una mano per favore. :) Scrivete quel che potete di traduzione come commento e io lo incollo sopra.


  3. In effetti la situazione femminile in Italia è abbastanza scandalosa. Spero che qualcuno traduca l’articolo presto! :-\


  4. quando hai tempo ovviamente eh!
    ciao :)


  5. >sono saltate rane
    Rospi, solo rospi non rane!

    Veramente nelle fiabe una rana può tramutarsi in un principe
    Da una bocca che dice cose sgradevoli si dice:
    “gli escono solo rospi dalla bocca” oppure:
    “Getta il rospo” = qualcosa di spiacevole da dire o confessare
    che si tiene sullo stomaco.

    >libera traduzione dallo svedese, un modo meno volgare del “dire puttanate”, ndr)
    No la parola “puttane” non centra. Se avesse detto “puttane” sarebbe roba da querela.
    Forse tu hai pensato: “dire una puttanata” che è tutt’altra cosa
    perché riferito ad un pensiero espresso o mal riferito da chi parla o simili.
    Difficile da tradurre gli equivalenti di certi modi di dire, a volte sono oggetto di fraintendimento anche tra regioni italiane.

    Mi ricorda che si diceva di uno che raccontava di aver sopportato molti insulti, ma quando gli avevano detto “individuo” non ci aveva visto più e aveva tirato fuori il coltello perché l’offesa era troppo grossa diceva.
    In certe regioni se a uno gli dici individuo l’offendi. (come dire un tipo losco, mi pare)
    In Italia se si dice che uno è un bel tipo non è la stessa cosa che dire in svedese vilken typ.
    Vi chiederete cosa centra tutto questo con la politica, qui centra perché non è facile fare un confronto di opinioni o tra società diverse se non si ha conoscenza di entrambe.
    Comunque le tue intenzioni Stella sono onorevoli per un confronto tra gente semplice fuori dai partiti. Ogni partito si esprima nella propria sede direi. Mica li vogliamo tuti qui? O mi sbaglio?


  6. >libera traduzione dallo svedese, un modo meno volgare del “dire puttanate”, ndr)
    Scusami Stella ora leggo meglio e vedo che avevi tradotto proprio “puttanate” era sul rospo che la traduzione con rane non va bene.
    Si vedo che mentre leggo associo il comportamento del nano sulle precarie a porta a porta.
    No non mi va di tradurre l’articolo non voglio coinvolgermi.
    Neanche in Svezia la posizione della donna è tanto da sfoggiare, solo al confronto con paesi sottosviluppati quale l’Italia, ma un paese che pretende di essere buon esempio, il confronto con il dire e il fare non regge molto.


  7. Ecco un pezzettino di traduzione inizio pagina:

    “Oggi ci sono le elezioni in Italia,. Ma la politica é ancora il mondo degli uomini nel paese della pizza. Il gruppo dei capi politici in Italia é fatto da uomini dai capelli grigi con abiti a pennello.
    Poche donne entrano nei corridoi del potere, la loro presenza in politica é bassa.
    L’italia sta al 67:mo posto tra Ubekistan e Nepal. Nelle due camere parlamentari le donne sono il 16% in confronto della media del 22% del Parlamento Europeo.
    Nelle liste elettorali dei partiti solo ca: il 12% sono donne
    Il governo uscente di centro-destra di Romano prodi ha solo due ministri donna: Emma Bonino ministro Europeo e Livia Turco salute e sanità.
    Commenti di sottovalutazione di Berlusconi all’opositione rivolti alle donne per sminuirle quali: “le donne della destra sono assolutamente più belle” e “la sinistra non ha gusti in fatto di donne”
    E per le donne in età della politica ha detto che sono lìufficio del climaterio. Durante un dibattito con il ministro del consiglio Romano Prodi, Berlusconi spiegava che il suo partito ha poche donne candidate: “Difficile trovare qualcuno disposto a lasciare lavoro e famiglia per passare 5 giorni a Roma”
    Ma soffia il vento del cambiamento, se pur debole.
    In vista delle elezioni attuali si è fatto un dibattito acceso sul più donne nella politica
    In TV si fa un dibattito dopo l’altro i politici non tardano a seguire la moda in voga e d’un tratto sembra che tutti supportino l’idea di avere donne al parlamento.
    Veltroni ne vuole 30 La sinistra propone come minimo 40, Berlusconi promette minimo 30 al governo”

    Vedi TopGun l’articolo del quale sembra che la traduzione ti interessi molto, ripete tutto quello che si trova sui mass media italiani.
    Se fai clic sulla pagina si ingrandisce e se hai qualche domanda su qualche frase o parola svedese chiedi pure,
    ma tradurre un articolo per gli italiani che sanno tutto e di più mi sembra inutile.


  8. Grazie papà per le citazioni!

    Ho soltanto una cosa da dire a “Itrige”… forse fraintendo, ma come ho capito io le donne non sono una minorità in Italia. “Veltroni ne vuole 30″, questo è uno scerzo no? VUOLE? Chi se ne frega se vuole avere 30 %, se dici che deve avere 30 %, meglio. Ma le donne non sono 30 % della populazione, no? O mi sbaglio?

    La Svezia ha problemi della representazione democratica, ma è una problema per i conservativi. Non per la sinistra! 47 % nel parliamento sono donne. Tra tutti i problemi della discriminazione delle donne questo è una vittoria svedese! L’Italia ha un bel lavoro da fare.


  9. Ciao Emelie
    l’articolo dice:
    >”Nelle liste elettorali dei partiti solo ca: il 12% sono donne”

    Veltroni ne vorrebbe avere 30 dice l’articolo,sempre meno del giusto dico io.
    Comunque credimi che, fare il confronto con l’Italia è facile per la Svezia. Ma se facciamo il confronto tra la Svezia delle parole sulla carta e realtà credo che anche noi qui abbiamo un bel po di strada da fare non credi? Se non altro c’è da recuperare quella fatta a ritroso negli anni.
    Anche perché tra una donna in politica svedese e una donna svedese che lascia il figlio all’asilo e sta fuori di casa 10 ore contando le 8 lavorative e quelle del viaggio tanta eguaglianza non c’è, non ti sembra?

    “Ho trovato il libro “Mani Pulite” in biblioteca”
    Sembra di leggere l’elenco dei disonesti impuniti :-)


  10. Ciao Itrige.
    grazie per la traduzione.

    Hai sbagliato due punti.
    il primo è quello in cui dici che il governo uscente di Prodi è di centro destra, mentre è di centro sinistra.

    grazie per la traduzione.

    Emelie non ho capito che intendevi dire…
    In parlamento e nel governo le donne sono poche e quelle che ci sono ci stanno non tanto per meriti ma per altre ragioni.

    chi ha il papà industriale, chi ha un bel culo, chi ha un bel seno…date un occhio alle parlamentari uscenti della CDL e alle nuove candidate…


  11. Grazie TopGun per avermi segnalato l’errore.
    Errata corrige:

    >Il governo uscente di centro-sinistra di Romano prodi ha solo due ministri donna:

    >Veltroni ha deciso (bestämt) per il 30 %…..

    Emelie dice che non essendo le donne il 30% della popolazione, è poco lo stesso.
    Sono d’accordo con Emelie
    Comunque anche in Svezia spesso sono i figli dei politici che ereditano i migliori posti in politica.
    Certo che in Svezia non succedono cose dell’altro mondo come in Italia, sarà colpa della troppa fantasia degli italiani? ;-)


  12. Non lo so se è fantasia :)


  13. Bentrovati a tutti
    vedo che abbiamo trovato un altro bell’argomento di discussione!
    Innanzitutto un complimento va fatto sia alla Bonino che alla Turco perchè sono state due brave ministre.
    Sapeste che impressione mi fà sentirsi paragonate, noi donne italiane, al terzo mondo. Ma così è!
    Ed effettivamente la politica è la rappresentazione del sociale.
    Le “rospate” di Silvio non sarebbero passate inosservate qualche anno fa. O anche di più. In effetti sono più di 20 anni che non si sente più parlare di femminismo in Italia. Da allora certo non siamo tornate indietro, ma neanche siamo andate molto avanti. Sto nella generazione che è testimone del prima e del dopo. I conservatori non vedevano di buon occhio le novità del femminismo, ma tanti problemi ci sono stati anche a sinistra perchè le donne non volevano etichette, nè marchi di fabbrica.
    I partiti progressisti sembravano la sponda naturale, ma il movimento femminista è vissuto fino a quando ha cercato di evitare le acque limacciose della cooptazione.
    E’ stata una stagione ricca di idee ed anche battaglie civili, la cui modernità ancora oggi è attuale, a mio modesto avviso.
    Oggi parliamo di servizi sociali solo in termini di costi, trent’anni fà si discuteva di contenuti e di qualità. Anche perchè c’era da costruire qualcosa di nuovo, finalmente laico.
    Adesso stiamo vivendo uno stallo culturale, effettivamente. E chissà che il rischio dell’oscurantismo, non liberi le energie intellettuali degli spiriti liberi.

    Oggi è una bella giornata di sole alla latitudine in cui vivo e cioè nel centro dell’Italia. Vedremo cosa ci porterà!


  14. Parlate di donne signore signori.

    Vi chiedete come i partiti in lizza in italia gestiranno la faccenda “quote rosa”.

    C’è una lista, ripeto ancora una volta CANDIDATA ALLE ELEZIONI 2008, che semplicemente non ha quote rosa.
    Vi chiederete come mai? Presto detto: parte dal principio che lo spazio democratico è aperto agli individui, alle persone.
    Che siano uomini o donne, atei o cristiani, musulmani, buddisti, bianchi o neri no fa differenza, sono PERSONE, INDIVIDUI.
    Il problema non si pone nemmeno!

    La lista è “Per il Bene Comune” e il presidente è una donna giovane e in gamba, Monia Benini.

    Ma come ho già detto in altri commenti, questa lista che ha tanto da dire e moltissimo da fare, è stata IGNORATA dall’intera casta dei massmedia/politica/finanza che spadroneggia in italia.

    Un saluto a tuttE le donne!
    Gianluca


  15. Che dibattito.

    Come ho detto, tra tutti i problemi… problemi come il assicurazione di geitori che non è condiviso, che in famiglie con bambini le donne fanno 80 % del lavoro a casa, che ci sono più amministratori delegati che si chiamano Göran che donne.

    Per fortuna c’è tanto che si può fare per cambiare la sistema. Nella mia organisazione lavoriamo con la tecnica del assemblea, statistica di chi parla e per quanto tempo, incontri separitici prima tutte le assemble e elegiamo tutti i consigli by quotas. Organziamo studi del feminismo e difesa feministica, ma deve anche fare parte di tutto il nostro lavoro.

    In Italia ho fatto parte della sinistra giovanile italiana, a Monza. I meeting lì coinvolge un ragazzo di quasi 30 anni che parla per la metà del tempo. Per quattro mesi non ho sentito ne’anche una parola di come si può lavorare più feministico. E a scuola… mentre i ragazzi giocavano a calcio noi ragazze dovevamo fare danza del rinascimento. Ho provato andare a parlare con una dei insegnanti che aveva la resposabiltà dei miei studi, ma niente… E quando ho provato a discuterlo con l’insegnante della ginnastica in fronte dei altri alunni (che erano tutte ragazze!) è diventato un grande argumento. Per non parlare della cultura macho! Non potevo prendere il pullman senza un ragazzo (nessun volta una ragazza) che ha cominciato a parlare. So che qualcuno può dire che dipende del mio modo svedese e sì, se è tipico svedese, non voglio sempre parlare con ragazzi strani. Dopo un paio di mesi ho colorato i miei capelli neri. Ho risolto la mia situazione a quel tempo, ma il problema è rimasta. E ho quasi dimenticato! Devo raccontare della mia prima visita alla scuola italiana quando il preside (più o meno 70 anni) mi ha detto che “sei una ragazza molto bella”. Non avevo nessun bisogno di sentire quello, non ero lì per la mia apparenza. Questa oggitivazione così diretta è stata una nuova esperienza.

    In corto si può dire che l’Italia mi ha fatto arrabbiare come niente altro e quando leggo quello che hanno scritto nel SvD questi sentimenti mi vengono di nuovo. Amo la cultura italiana, le cità, il popolo… forse è per questo che diventa così dificile a capire le differenze tra i sessi e la mancanza di voglia di cambiamento. Sono sicura che ci sono quelli che stanno sforzando per il feminismo anche in Italia, sia interessante a sapere chi e come.


  16. Non c’è bisogno di femminismo quando si iniziano a considerare i cittadini come persone ed individui.

    E cara Emelie, in Italia siamo in molti a pensare che nel mondo esistono persone (non uomini e donne, bianchi e neri, religiosi o atei) con le loro idee e la loro ricchezza individuale.
    Ma queste persone vivono quasi nascoste, perchè le notizie che giungono a voi in Svezia, così come le notizie che abbiamo noi in Italia, sono tenute in mano da una piccola parte di popolazione che la pensa e agisce esattamente come quel preside che hai citato.

    Spero tanto che un giorno non lontano tu possa tornare in Italia e ritrovare un paese un pò diverso che non ti metta in imbarazzo solo perchè sei una donna. Che ascolti le tue idee e non veda solo la tua bellezza. Ne avremmo bisogno.

    Ciao


  17. Secondo me il femminismo, come tutte le idiologie, è più importante che mai. Per dire la verità gli individi non mi interessano. Quello che mi interessa è la struttura del potere che in questo caso riguarda la metà della populazione. Diventa molto dificile a disuterlo se non vedi la schema.


  18. Purtroppo cara Emelie in Italia non c’è più il femminismo, anche se alcune femministe ci sono ancora.
    In che periodo sei stata in Italia?


  19. Ciao Emilie.

    bhe la questione “Macho” è una questione semplice e complessa allo stesso modo.
    Da un lato a noi ragazzi Italiani ci rompono le scatole per una vita intera (e questo lo fanno le ragazze Italiane) perchè “dobbiamo” essere intraprendenti.

    Io la prenderei più sul ridere, anche se posso capire che non è divertente ricevere continue avance e non poter stare mai tranquilla.

    Il problema delle donne in Italia in parte è anche colpa delle donne stesse.
    spesso donne che raggiungono posti di vertice finiscono col comportarsi come i peggiori uomini e col discriminare le donne.

    Altre invece fanno il doppio gioco, vogliono i vantaggi che comporta essere pari all’uomo (come è giusto che sia, non si dovrebbe neanche dirlo) e poi in base alle convenienze si ricordano di far parte del “gentil sesso” o del “sesso debole”.

    quel poco che ho veduto io della Svezia (e che mi è bastato per farmene innamorare) è che le donne chiedono diritti ma si assumono pure i doveri.

    Poi sulla questione macho apro una piccola parentesi.
    c’è chi dice che gli uomini Italiani piacciono alle donne del Nord perchè sono intraprendenti, mentre gli uomini del nord sono troppo timidi e freddi.

    quindi dimmi tu…io devo essere timido o intraprendente?

    ovviamente è una piccola provocazione questa.
    basterebbe solo un pò di buon senso e tutto andrebbe a posto.

    Buona Giornata a tutti.

    p.s. Emilie che cosa studi?


  20. Jaså Emelie
    Da quel che ho cpito är du med i F! :-)


  21. cpito = capito (anzi volevo dire che mi pare di aver capito ;-)

    F!=Feministiska initiativet
    Per gli interessati:
    Digita su google Feministiskt initiativ e quando si apre la pagina in alto verso destra fai clic su Italiano e vi trovi un po di quello che pensano più o meno le donne svedesi, con piccole variazioni ideologiche naturalmente.
    Non occorre aderire all’idea ma si può partecipare alle loro
    informazioni dove tutti hanno la parola. Ognuno può fare una proposta che poi viene discussa in un gruppo d’interesse che fa un riassunto di quello che si è detto per poi discuterlo e fare nuove proposte e prendere decisioni di proseguo sul tema.
    Finisco dicendo che non basta considerare tutti persone per sradicare il patriarcalismo antico che tutti respiriamo fin dalla nascita.
    I movimenti cittadini dovrebbero nascere dal basso e poi scegliere un portavoce. Se così fosse non ci sarebbe bisogno di andar in cerca di voti.
    Mi piace Beppe Grillo almeno lui non si è candidato,


  22. Non ho tempo di scrivere tanto adesso, ma no, F! è un’organisazione che manca ideologia e per questo non é ne’anche un’alternativa per me. Io faccio parte del consiglio regionale della sinistra giovanile (Ung Vänster) che hanno una politica femministica meglio che F!:


  23. Si sono d’accordo sulla mancanza di ideologia, che per altro manca un po da tutte le parti. Le aggregazioni politiche oggi giovani e vecchie sono tutte affigliate alla norma di sostegno al proprio partito madre. E prendono il sussidio di aggregazione per numero partecipanti dallo stato ma non sono innovative, solo ripetitive.
    Il consumismo oggi purtroppo, è unica ideologia.

    Ho voluto riferire ala pagina delle femministe per far vedere gli argomenti terra terra, cui più o meno tutti i partiti fanno propri. Cose come il rispetto per il femminile l’essere contro la violenza sulle donne, alzare il salario alle donne e via dicendo.
    Tu fai bene ad essere attiva nella società, altrimenti saresti tagliata fuori. Per una giovane ragazza l’esperienza del comunicare è importante. Specialmente se questo ti da la possibilità di contatto con gli emigrati attivi nel tuo partito per discutere dei valori democratici della Svezia.
    Se la Svezia può vantare almeno fino ad oggi, di avere cittadini attenti al bene della nazione, lo si deve alle associazioni che danno voce agli aggregati.
    Mi emoziona sempre il vedere “Ung Vänster” e anche partiti di destra sfilare per le strade, con la polizia a cavallo davanti per facilitare il passaggio e proteggere i dimostranti.

    L’ultima volta che ho visto un corteo, (era uno di cui non ne condividevo le idee) Mi sono venute le lacrime agli occhi dalla commozione, mi sono detta che bel paese la Svezia dove chi vuole può dire la sua senza temere per la propria vita.
    (A volte si può mettere in bilico la carriera, ma questa é un’altra storia ;-)


  24. Itrige. Grazie tanto per la traduzione che adesso ho aggiunto nel post. Non é irrelevante secondo me tradurre il resto dell’articolo. Specialmente interessanti sono le statistiche prese da Eurostat e Istat, che qui tenterò di presentarvi.

    Fine pagina 24: Le donne italiane si sposano prima ma nella carriera sono indietro. (2006)
    Donne manager di grosse organizzazioni: 0% (Ita) - 50% (Sve)
    SpA con donne manager: 4% (Ita) - 0% (Sve)
    SpA con donne ai vertici: 2% (Ita) - 23% (Sve)
    Donne al parlamento: 16% (Ita) - 48.6% (Sve)
    Donne ministro: 24% (Ita) - 50% (Sve)
    Etá media di matrimonio: 27.4 (Ita) - 30.5 (Sve) (2003)

    A fondo pagina 25 c’é un diagramma che illustra la distribuzione delle attività a cui le donne svedesi e italiane si dedicano. Le ciffre sono i minuti dedicati in un ciclo di 24 ore. Si può vedere che le donne italiane dedicano molto piú tempo a lavori di casa. Le donne italiane dedicano in media 67 minuti in cucina (da paragonare con i 44 delle svedesi), 132 (67: svedesi) minuti a fare pulizie, 59 (63) minuti ai bimbi e 33 (29) minuti allo shopping.

    La statistica del fondo pagina 26 la lascio a voi per il momento. :)


  25. Grazie Stellan di avermi segnalato questa interessante discussione sul femminismo.
    Ci sarebbero da dire tante di quelle cose da scrivere una seconda Divina Commedia ma io, non essendo minimamente paragonabile al Sommo Poeta, cercherò di condensare in poche righe quello che penso.

    Cara Emelie, hai tutta la mia comprensione e il mio appoggio, quando ho letto il tuo post della tua esperienza in quella scuola italiana ho rivissuto direttamente anni e anni di angosce e ingiustizie più o meno velate.
    Purtroppo l’Italia è un paese profondamente maschilista e machista, questi aspetti sono radicati nella cultura italiana e credo sarà ben difficile scrollarseli di dosso. A questo, secondo me, hanno contribuito pesantemente i duemila anni di cristianesimo che l’Italia si porta sulle spalle.
    Per fare un esempio sciocco anche la lingua italiana è un po’ “maschilista”: se noterai non esiste il genere femminile per molte categorie che sono state storicamente sempre appannaggio degli uomini: giudice, avvocato, medico, ministro, cancelliere…
    Hai descritto perfettamente l’atmosfera che si prova nelle scuole, semplicemente cercando di portare all’attenzione di tutti il concetto di femminismo. Se in Italia quancuno ti dà della femminista lo fa con l’intenzione di offenderti, ricordatelo bene. Non troverai un solo ragazzo che non ti dirà le stesse cose che ha scritto Top Gun poco sopra, quelle giustificazioni le ho sentite tante di quelle volte che ormai non le conto più. I “maschi italiani” sono convinti di essere i più desiderabili, i più belli, i più “giusti” mentre disprezzano più o meno velatamente tutti gli altri uomini (vedi sempre lo stesso commento circa gli uomini del nord) che possono intralciarli nel loro “territorio di caccia”. E sono così perché le loro mamme li educano a sentirsi sempre i primi, e loro inconsciamente ricercano nelle compagne non una donna ma una cameriera, oppure una seconda mamma.
    Personalmente penso che gli uomini italiani siano molto deboli, e questa debolezza la esorcizzano enfatizzando al massimo il loro machismo. Ho un caro amico, militante nella sinistra della mia città (Rifondazione Comunista, quindi abbastanza “estremo”) che mi rispose così quando venne fuori una discussione sulla mancanza di donne in politica: “La vita del politico non è adatta ai ritmi e ai tempi della vita di una donna”. E questo è stato detto da uno di Rifondazione. Vedi, il punto è che in Italia è SCONTATO che le donne siano sempre seconde agli uomini, in tutto, e che ci siano delle cose che semplicemente non possono fare (e tutto questo ovviamente a discrezione ESCLUSIVA degli uomini) così come in Svezia o nel Nord in generale è scontato che nel parlamento ci siano il 47% di politici donne. E le donne italiane sono assuefatte da questa mentalità e loro stesse credono che la vita politica (tanto per fare un esempio) non sia fatta per loro. Educale fin dalla culla e avrai tante soddisfazioni.
    Per questo (e per tanti altri motivi) ho deciso di andarmene dall’Italia, e spero di riuscire a trovare il modo di restare in questo paese che per adesso mi ha dato tanto e soprattutto mi ha dato la speranza di poter vivere una vita che è più vicina al mio modo di essere.
    Qui sono trattata come una persona e NON come una ragazza più o meno bella, più o meno attraente. Gli uomini non capiranno mai cosa si prova ad essere donna in Italia, soprattutto se hai un cervello e un bell’aspetto. E’ la più grande maledizione che ti possa capitare.
    Capisco la rabbia che hai provato, la tua rabbia è la mia frustrazione.
    Un saluto
    Verdefoglia


  26. E comunque non posso aiutarvi nella traduzione perché il mio svedese è veramente “lite” per adesso… magari per le prossime elezioni!!! :)


  27. Come sempre appoggio Verdefoglia che sintetizza la situazione senza lasciarsi cogliere dalla rabbia come farei io.
    Bel dibattito!


  28. I vostri commenti, quelli di Emelie e Verdefoglia soprattutto, mi fanno ricordare due ragazze norvegesi che incontrai in uno dei tanti ostelli della costa azzurra molti anni fa. Avevo 17 anni ed era il 1970. Ero particolarmente interessato a queste ragazze non tanto per l’aspetto (ero innamorato fuso di una francese allora) che per il fatto che venivano dalla Scandinavia che lasciai sette anni prima e di cui sapevo molto poco. Queste due ragazze erano entusiaste e partirono prima di me verso l’Italia. L’interessante é che li reicontrai una settimana dopo, nella Liguria in un altro ostello. Stavano ritornando di fretta in Francia dopo aver fatto una settimana in Toscana. Potete forse indovinare il perché del loro ritorno. Questo era il 1970 e oggi siamo nel 2008. Sembra che il tempo si sia fermato. :)


  29. Ciao.
    mi riallaggio al discorso di verdefoglia.
    Bhe un pò è vero…le mamme Italiane che tanto amiamo fanno pure i guai.
    La mia per fortuna non è proprio così però lo stereotipo calza.

    Manco a farlo a posta l’altro giorno è saltato fuori lo stesso dibattito tra amici e amiche.
    fra noi c’erano due studentesse Erasmus, una Spagnola e una Francese.
    Bhe secondo loro adesso un pò stiamo cambiando.
    i giovani che vanno all’università stanno imparando a comportarsi e a confrontarsi.

    Sono stanco morto e ho letto tutto di fretta.
    spero comunque di non aver offeso nessuno e soprattutto te Verdefoglia con il mio precedente post.

    Poi appena ho un secondo ti romperò le scatole su messenger promesso! (anzi è una minaccia loll).

    Buona notte.


  30. p.s. comunque… si poteva fare!

    http://www.youtube.com/watch?v=CjGtwJUQq-I


  31. >TopGun says:
    >p.s. comunque… si poteva fare!

    Si può fare…

    fare parole
    belle come il sole

    che in alto sta
    ma toccare non si può.

    Neanche le parole
    toccare, si può…

    fare parole per non
    dire niente. Parole,
    parole, parole…

    mentre il fare
    può aspettare…:-)


  32. =)

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