An Italian Gay?

Rainbow Flag

Ho questa bella bandiera qui a casa a Göteborg, con la scritta PACE in bianco nel mezzo. Tempo fa a casa mia questa bandiera era un grattacapo per amici e parenti svedesi che si chiedevano tutti: “Ma lo zio è diventato gay?“. Perchè qui e nel resto del mondo, non in Italia, la bandiera arcobaleno è la bandiera dei gay, una bandiera proposta da Gilbert Baker in occasione del San Francisco Pride Parade del 78. Come se non bastasse, a Graz in Austria per un funerale due anni fa, mio nipote vide la stessa bandiera appesa da una finestra e disse a voce alta richiamando così l’attenzione di tutti: “Guarda zio, è la bandiera che hai a casa in Svezia!“. A guardare le facce, ora anche in Austria pensano che sono gay. Adesso capiscono ahimé perché ho spesso voluto parlare del fenomeno comunista Bertinotti. Il quadro ormai è più che chiaro. Vorrei mettermi su un albero e gridare “Voglio una donna!!!”

Sinistra Arcobaleno

Non ho nulla contro Bertinotti e i gay. Ma sappiate tutti che sta bandiera arcobaleno, è il prezioso Tawantinsuyu wiphala il simbolo bandiera del soppresso popolo Inca delle Ande centrali e delle amazoni boliviane. Gli indiani a Cuzco in Peru hanno invanamente cercato di contattare la comunità internazionale gay e davanti al muro di silenzio, pensano adesso di procurarsi una nuova bandiera.

Wiphala
Antica bandiera Inca

Wiphala in action
Variante del Wiphala.

 

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10 replies


  1. In Italia abbiamo quindi rubato una cosa rubata?
    un furto di un furto! LOL
    siamo trooppo avanti in queste cose.

    la bandiera della pace da noi ha sviluppato un vero e proprio piccolo commercio.
    i parroci hanno fatto begli affarucci in molti casi.

    Bella è bella, però…molti di quelli che la appendono lo hanno fatto solo per moda.
    questo è triste.

    scusa stellan stò periodo sono troppo polemico :P


  2. Sono stati i parroci a rubare l’arcobaleno per farne un simbolo proprio? Certamente non avevano la minima idea che l’arcobaleno fosse un simbolo inca. Ma che l’arcobaleno era un simbolo gay, di sicuro lo sapeva la chiesa. Così come la chiesa rubò la festa del Sole a Roma duemila anni fa e ne fece la festa di Natale, cosí come i musulmani rubarono il simpolo della luna agli adoratori del dio Luna, così i preti del 2000 hanno rubato il simbolo gay. Guai avere i gay italiani in marcia per Roma con l’arcobaleno… Capisco, capisco… Furbi i parroci.


  3. è tutto un ruba ruba.
    il movimento gay ha rubato la bandiera a qualcuno, e qualc’un altro l’ha rubata a loro…


  4. mamma mia!… non te l’avessi mai regalata… chissà cosa avrai pensato allora .. :-(((


  5. Ma io allora non sapevo mica cosa facevano i gay. :)


  6. loll


  7. Ciao Stellan
    Sto leggendo le tue riflessioni con relativi commenti. Trovo tutto molto interessante, ma non sono ancora riuscita a trovare “den röda tråden” i dina tankar och frågar mig ven är du?
    Du är säkert en människa som tänker och det tycker jag om.
    Non solo pensi, ma anche ti esprimi, meno male, cioè niente male per uno svedese. Dimenticavo, tu sei anche italiano di adozione o di seconda generazione, non ho capito bene.
    Io sono arrivata in Svezia con visto turistico molti anni fa.
    Mi piace leggere i pareri sulle vecchie emigrazioni e nuovi arrivati per studio o disperazione, causa la politica italiana di oggi. Seguirò le tue riflessioni con molto interesse.
    Vi hörs
    Itrige


  8. Ciao Itrige. Grazie per i complimenti che devo contraccambiare. Ho letto i tuoi primi post del tuo blog e li trovo molto interessanti. Mi piace assai leggere storie vere e vissute.

    Con te forse possiamo ampliare quel dialogo che per un po di tempo é stato portato avanti qui, cioé il problema “integrazione in Svezia”. Vedi http://www.kinberg.net/stellan/post/2008/02/07/integrazione-unutopia Mi farebbe piacere avere un tuo commento in proposito.

    Chiedi di me. Ti posso dire che non ci sono tracce italiane nel codice del mio DNA. Ma il mio sangue é certamente “inquinato”. In ogni caso, dopo anni di pranzi e cene italiane, vino italiano, olio di oliva italiano, frutta italiana, sono ultranazionalista sai… oggi sono italiano in mens et corpore. Addirittura il mio DNA dovrebbe ormai essere costruito con atomi italiani! :)


  9. Ciao Stellan
    A proposito di un mio parere sull’integrazione:

    Prima di tutto devo dirti che questo per me è un argomento girato e rivoltato più volte.
    Io sono sempre stata attiva nelle associazioni svedesi, e ho potuto riflettere sull’problema dell’integrazione fino dai tempi in cui,lo stato ha iniziato a discriminare strutturalmente gli emigrati, decidendo di definirli con il nome di “invandrare”.
    Prima di allora ci chiamavano stranieri, come infatti lo eravamo. Poi considerato il numero alto di statistica dei criminali stranieri di passaggio nel paese, si é voluto definire “invandrare” gli stranieri residenti per tenerli fuori di una statistica sproporzionata per definizione.
    Allora si parlava di assimilazione
    In seguito lo stato ha creato successivamente strutture etichettate: invandrartolkcentralen, invantrarrehabilitering, invandrarkontoret, invandrarlärare etc.
    Fino a quando i soldi si sprecavano crescevano queste strutture, poi finiti i soldi si è iniziato a parlare di integrazione, ma visto che molti svedesi e anche emigrati servizievoli, facevano carriera in queste strutture, per interesse politico le hanno tenute in piedi ribatezandole.
    Ora integrationkonturet, integrationrehabilitering. integrationslärare etc.etc.
    Negli anni ottanta, avevano iniziato a diminuire le sovvenzioni ai club degli emigrati di vecchia data, dicendo che questi ormai erano integrati. Poi con l’arrivo di nuovi gruppi stranieri da tenere sotto controllo, i club per gli emigrati sono cresciuti come i funghi. E per la tradizione egualitaria di questo paese, dentro vi sono rimasti anche i club come quello italiano, greco iugoslavo (ora serbo croato, sloveno etc)
    Infatti al vertice di tutte queste associazioni per gli stranieri che noi chiamiamo club, oggi come oggi vi sono i rappresentanti dei nuovi emigrati che hanno voceincapitolo per le politiche d’integrazione con la controparte svedese.
    Dove spesso ci sono altri nomi proforma di contorno.
    Detto questo aggiungo: Integrazione si? Integrazione per chi? Integrazione come, dove, quando?
    La parola integrazione a parer mio è troppo complessa.
    Specialmente in questo paese dove anche gli svedesi vengono discriminati per caratteristiche di gruppo dalla culla alla tomba.


  10. Per chiarire il concetto:

    >Infatti al vertice di tutte queste associazioni per gli >stranieri che noi chiamiamo club, oggi come oggi vi sono i >rappresentanti dei nuovi emigrati che hanno voceincapitolo per >le politiche d’integrazione con la controparte svedese.

    Per nuovi emigrati intendo: siriani,cosovari,irakeni,somali
    e così via

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