Il mondo é paese

Un’ora e mezzo di aggiornamento oggi: tema mobbing fra alunni e come combatterlo. E mi sono venuti tanti pensieri. Ma sti ragazzi fanno proprio quel che facciamo noi adulti ai nostri posti di lavoro. E nel praticare il mobbing nella nostra scuola, i nostri ragazzi si preparano in effetti per il mobbing del mondo del lavoro. E noi che pratichiamo il mobbing dobbiamo insegnare ai ragazzi a non farlo? Questa é proprio una “mission impossible”.

Bullying

Ah, che visione lugubre direte. Non tutti i posti di lavoro saranno così, ma il problema esiste un pó dappertutto in varie forme e piú o meno radicate. Per combattere il mobbing bisogna riconoscere la realtá delle cose. Se noi adulti ci facciamo una bella risata quando il collega in qualche modo si sbaglia, se scuotiamo la testa o sbuffiamo quando il collega parla, se quando vedi arrivare il collega scomodo te ne vai, se poi parliamo pure male del collega come puoi pretendere dai tuoi ragazzi di non fare la stessa cosa? E il nostro comportamento lo portiamo a casa al tavolo apparecchiato e i nostri figli ci osservano e imparano.

Mobbing 

Il mobbing fa parte della cultura di lavoro.  Se vuoi fare carriera e arrampicarti hai quattro opzioni: vai a letto col capo; fai regolarmente le commissioni e regalini al tuo capo; ti fai raccomandare da un politico Wink; ti aggiorni se il tuo capo apprezza e premia la competenza; ti dedichi al mobbing dei tuoi concorrenti.

Nel mondo della scuola é estremamente importante cambiare questa cultura di lavoro, se vogliamo avere una minima “chance” nel cambiare l’atteggiamento dei nostri ragazzi. E nel mondo del lavoro in genere, i datori di lavoro devono portare buon esempio, cosí come nel mondo della politica, i nostri politici. Come puntino disse in un commento del post precedente, “il mondo é paese” e questo vale ovviamente anche per il mobbing. www.bullying.org

 

14 replies


  1. Grazie per la citazione.
    Il mobbing a scuola..forse è un fenomeno sociale che tocca la scuola, il lavoro ma è triste ammeterlo anche la famiglia, forse non lo chiamiamo con questo termine perchè è usato nel mondo del lavoro ma qualcosa di molto simile capita anche in famiglia e allora a cosa dobbiamo educare ma sopratutto chi? come giustamente dici, noi stessi siamo esempi di mobbing.
    Io che sono cresciuto in uno dei quartieri più difficili della mia città ho dovuto farmi largo a forza di pugni e calci e non lo dico solo in senso metaforico, le ho prese come le ho date; all’epoca non si parlava di mobbing eppure il fenomeno era quello.
    Cosa feci?
    Cambiai amicizie, mi davo coraggio da solo e alla fine ho trovato persone con cui stare e vivere insieme.
    Credimi era veramente brutto essere emarginato da tutti per il solo fatto che io ero più dedito alla lettura che a truccare i motori dei ciclomotori.
    Penso che il mobbing non lo si può combattere, ovunque troverai persone che per un motivo o per un altro ti mettono da parte o tendereanno a scavalcarti, quello che si può insegnare è avere consapevolezza nei propri mezzi, di credere in se stessi e non mollae MAI anche quando sei maledettamente e tristemente solo.
    Sono stato veramente lungo e palloso, scusate

    Ciao


  2. Lungo e palloso e … estremamente interessante! :) Grazie mille!


  3. Il poter parlare sinceramente di queste cose è difficile, per cui apprezzo molto la tua sinceritá, Puntino. Dopo gli anni fatti a Torino mi ero convinto che il mobbing fra i ragazzi italiani non c’era. Come svedese che viveva a Torino negli anni sessamta e settanta ero probabilmente “attrattivo” come amico e compagno di scuola e anche se tenevo i denti fuori e le orecchie grandi, nessuno mi sfotteva per questo. Non solo, ero sempre fuori al parco con la Lambretta e piú tardi con la Gilera 125 frequentando diversi gruppetti di ragazzi e ragazze, se non andavo dai Salesiani a giocare a calcetto. Non mi ricordo nemmeno di aver visto del mobbing di altri ragazzi. Almeno io non ero il tipo che prendeva in giro altri.

    Ritornato in Svezia come ventenne, avevo saputo che il mobbing era da sempre un problema nel mondo della scuola. E da anni nella scuola si lavora contro questo fenomeno. Ma un mio amico italiano qui a Göteborg che si é fatto la gioventù a Lecce mi ha detto che il mobbing fra i ragazzi c’é sempre stato anche in Italia. E adesso confermi pure tu questo fenomeno.

    Nel mondo del lavoro il mobbing qui é normale anche se, per via dei rischi di denunce, si fa più attenzione e si é più raffinati. Se vuoi fare carriera, o mostri capacità che magari i tuoi colleghi sentono di non avere, devi essere preparato a difenderti dal mobbing. Io che ho sempre lavorato per una modernizzazione della scuola, con l’uso tra l’altro di nuove tecniche di insegnamento, e in cooperazione con presidi, mi sono abituato alle paure e alle invidie dei colleghi.


  4. Vedi alla fine ti sei abituato..ci fai il callo come si dice dalle parti nostre
    Ciao


  5. Da noi si è sempre parlato di bullismo più che mobbing, specialmente nelle scuole, e quello c’è sempre stato specie nelle scuole delle zone cosidette difficili come testimonia Puntino. Quando ero piccola io o anche te Stellan, probabilmente il bullismo riguardava solo certi quartieri e non si vedeva certo dai Salesiani o nelle scuole private o del centro.
    Il termine mobbing è relativamente recente in Italia ed è apparso inizialmente legato sopratutto al mondo del lavoro con un significato ben preciso.
    L’atteggiamento derisorio e sprezzante che mortifica ed isola è pur sempre una forma di bullismo, apparentemente non violento, ma altrettanto pesante, e solo relativamente da poco è diventato un problema ufficiale.


  6. Scusate l’assenza :P
    adesso vengo a dire la mia (poveri voi!).

    Il mobbing in Italia c’è sempre stato come in altri paesi.
    e quì come altrove ci sarà sempre.
    Idem il bullismo!
    cambia la capacità di affrontarlo secondo me.

    io noto che la gente se da un lato ha duemila possibilità in più di esprimesi, di conoscere, e anche di socializzare, da un lato cammina per strada con lo sguardo basso e la faccia “ingrugnata”.

    ok alle volte capita. non è che mentre stai camminando da solo ti devi mettere a ridere come un deficiente però neanche abbassare lo sguardo. IMHO.

    io dal basso della mia esperienza sul mobbing e dall’alto di quella sul bullismo dico che è pure un problema sociale nel senso che ci si scorda due cose importanti.

    1) non siamo tutti uguali e chi è in difficoltà va aiutato nel modo giusto.
    2) l’arma a chi fa mobbing o a chi ci da(dava) fastidio a scuola gliela mettiamo in mano noi non reagendo e non aiutando chi ha bisogno nel momento in cui siamo nella posizione di farlo.

    io (mia opinione personalissima siete liberi di mandarmi tutti a quel paese) penso che la gente sia troppo “timida” oggi giorno. (passatemi il termine timida).

    i ragazzini sembrano delle bamboline. si stanno scordando quanto è bello fare a mazzate (prendersi a botte) per poi tutto sommato essere anche un pò orgogliosi dell’essersela cavata da soli (a prescindere se le hai prese o meno).

    le tanto bistrattate botte tra amichetti sono una componente educativa importante.
    imparare a cavarsela a 8 a 10 o a 15 anni pone le basi per costruire un individuo adulto equilibrato e sicuro di se.

    i leoncini da cuccioli simulano la lotta giocando.
    senza questo da grandi sarebbero annientati!

    vabbè mi sono dilungato troppo e l’ho buttata anche sul filosofico\sentimentale.

    Io si che sono stato lungo e palloso! :D

    Buon fine settimana :)


  7. Come mai questa distinzione fra bullismo e mobbing? Sono fenomeni simili e con simili obiettivi no? Qui é tutto mobbing, se si tratta di lavoro o scuola. Gli insegnanti si dedicano al mobbing e combattono il mobbing fra i ragazzi. :)


  8. bhe.
    secondo me la distinzione la puoi fare in base al livello.
    mi spiego.

    finchè è una cosa tra ragazzi la chiamo bullismo, perchè comunque il bullo alla fine è un bambino pure lui.

    tra adulti il discorso è diverso e come hai detto tu i comportamenti ostili sono più fini e sottili.

    comunque…giusto una distinzione di lessico.
    a me Mobbing fa venire in mente i problemi sul lavoro e non i problemi che i ragazzi hanno a scuola.
    tuttavia possiamo chiamare il mobbing come vuoi ma il succo è che in base alla mia esperienza imparare a lottare contro questo problema lo si può fare solo sui banchi di scuola.

    IMHO.

    ciao :)


  9. Ti ringrazio TopGun per la spiegaziode dei termini.

    Il bullismo ti prepara forse per affrontare il mobbing nel mondo adulto, se sei ne esci vincente. Io lo dicevo sopra un poco per ironia. Ma la realtá almeno qui è spesso diversa. Il ragazzo che diventa vittima di bullismo viene isolato dai compagni di scuola, che hanno paura loro stessi di diventare vittime se si mettono dalla parte sbagliata. Il bullismo fra gli adolescenti, viene praticato con molti metodi molto raffinati e quasi sempre a livello psicologico. Pura violenza si vede piú che altro fra bambini delle elementari. I ragazzi che sono vittima di questo stanno spesso da soli, a scuola e a casa. Non vengono invitati a feste e quando mangiano nessuno si siede con loro. E quando chiedi come stanno ti rispondono che stanno bene e che vogliono stare da soli. Per cui devi fare assai fatica nell’osservare gli atteggiamenti in classe e nei corridoi per scoprire la realtà delle cose.

    Il bullismo praticato dai nostri ragazzi disarma completamente le persone per cui molti che non trovano aiuto dal mondo adulto, perdono completamente la fiducia in se stessi e finiscono per avere problemi psichici con sintomi tipo autoisolazione, depressione, atteggiamento autodistruttivo etc. Abbiamo avuto un caso recentemente in cui una ragazza una volta adulta, ha denunciato e portato la scuola media in cui andò in tribunale.

    Tutti i ragazzi a scuola sanno cosa é il mobbing. In parte perché in ogni scuola svedese c’è il cosí detto gruppo antimobbing con preside, psicologi e insegnanti pronti ad agire secondo piani prestatibiliti. E questo gruppo informa regolarmente gli alunni della sua presenza coinvolgendo cosi detti “kamratstödjare”, “compagni di supporto”, alunni attivi nella lotta contro il mobbing.

    Molti ragazzi hanno una gran paura di diventare vittime di mobbing. Soprattutto ragazzi che per questioni estetiche o intellettuali potrebbero diventare vittime sono spesso assai attivi e crudeli come bulli proprio per prevenire attacchi.

    Insomma per finire, il bullismo e il mobbing sono degli insidiosi virus da combattere. Se si parla di danni alla personalità non c’é molta differenza fra il drogarsi o l’essere vittima di mobbing, tutti e due distruggono le tue possibilità di essere umano e richiedono poi anni di aiuto e cure.


  10. le ultime 3 righe del tuo post dicono parecchio.

    prima si combattevano malattie che colpivano il corpo oggi si combattono malattie che ti colpiscono nella mente e nello spirito.
    Alle volte da adulti ci si rende conto che è difficile intervenire.
    perchè magari ti ricordi com’era e alla luce della tua esperienza sai anche cosa fare.
    ma come ti inserisci nel mondo di un tredicenne? come fai in modo che lui si lasci aiutare?

    questo pure è un problema.


  11. Io non sono per niente esperto in questione e imparo sempre qualcosa di nuovo. In quest’ultimo aggiornamento che abbiamo avuto, ci hanno detto di essere molto severi nel richiedere il silenzio dei ragazzi e che alzino la mano se vogliono parlare, in modo che io possa dare a tutti la possibilitá di esprimersi. Perché una forma di bullismo raffinato é il rubare la parola alla vittima in questione, dicendo la risposta prima che la persona di turno ha tempo di rispondere. Io ho sempre richiesto che si alzi la mano ma non ero consapevole di questa forma di bullismo.

    Naturalmente bisogna anche essere molto severi se altri ridono su sbagli commessi da altri o fanno commenti negativi sull’aspetto di altri.

    Ci hanno detto di dialogare con i ragazzi che trovi solo. Non da indagante psicologo ma da insegnante o amico che semplicemente si interessa dell’alunno e dei suoi interessi e obiettivi. Questi ragazzi hanno più di altri bisogno di conferma positiva delle loro capacità e noi adulti siamo forse il loro unico sostegno. Spesso mi sono messo a fare lo psicologo chiedendo perchè sta da solo e così via e forse é la strada sbagliata. Se sono soli é più che importante che tu da adulto ti dedichi a lui/lei in modo naturale e disinvolto.


  12. si è vero.
    devi essere un pò “paraculo” passami il termine.

    avvicinarti alla persona in maniera semplice e diretta e magari aprirti uno spiraglio facendo leva su un interesse comune e da lì aprirti un dialogo.

    pare facile ma in realtà trovata la chiave giusta la porta si apre facile. (e vai con la saggezza :P).


  13. Caro Stellan,

    penso che la differenza fra le parole mobbing e bullismo ti sia abbastanza chiara, la sostanza e gli effetti non cambiano ma quello che varia è il contesto (lavoro, scuola), aggiunci anche il fatto che noi, italiani, non siamo molto bravi con la lingua inglese e quindi non tentiano a vedere i moltepli casi in cui una parola inglese può essere usata o peggio in alcuni casi creiamo delle italianizzazioni che sarebbe meglio evitare (setup diventa settare che non esiste nel nostro vocabolario), aperta e chiusa parentesi sulle parole bullismo e mobbing.

    Vediamo al contesto scuola, io ti posso dare una mia versione dei fatti sia da studente come ho fatto, che come docente (se pur per pochi mesi) presso scuola pubblica e privata.
    I ragazzi sono tutti diversi fra loro ognuno ha un proprio modo di intervenire e a volte non è necessario un meccanismo “alza la mano” prima di intervenire, dipende come si evolve il discorso.
    Il punto nella mia modesta opinione è far capire agli altri che sostanzialemnte fra il ragazzo palestrato, muscoli in bella vista e chi si isola e passa più tempo a dipingere non cambia niente, sono due persone che hanno deciso di fare cose diverse e non hanno il diritto a prevaricarsi l’una sull’altra in nessun modo.
    Si dovrebbe far capire che non ha senso schierarsi col forte della situazione contro il debole.
    C’è un’esperienza che porto sempre con me, quando ero all’elementari c’era un mio compagno sempre aggredito dagli altri un giorno ci fu chiesto di scrivere una poesia dedicata alla nostra classe, il ragazzo che veniva malmenato scrisse delle parole così belle e profonde che oltraggiò pubblicamente i suoi aggresori, dopo la sua lettura fu silenzio di tomba..la sua penna lo aveva eletto a “il tipo forte” della situazione, quello con cui schierarsi.
    Tutto questo per evidenziare quanto sia complesso questo fenomeno rispondere con “alzata di mano” può aiutare ma si deve lavorare altrove…
    La maggior parte delle volte il mobbing fa comparsa, quando tu (intendo il professore) non sei in aula fra un cambio di un ora e l’altra ad esempio.
    Secondo me bisogna evitare che sia solo il docente o a sobbarcarsi del problema del mobbing e trovo molto valida l’ idea dei kamratstödjare, loro sono ragazzi sanno esattamente cosa significa e sono pronti verso i nuovi modi di fare mobbing, il docente purtroppo e quasi sempre visto come il mastino della situazione.
    Al di là delle metodologie e come noto gli svedesi sono molto più avanti di noi si deve insegnare il Rispetto delle persone
    (mia madre è maestra presso una scuola elementare pubblica e non frequanta corsi di aggiornamento per questo genere di argomenti).


  14. Io ci aggiungo che,nel mio caso, mi è servito avere a che fare ed essere anche vittima di questo tipo di situazioni.

    io la vedo così, se sai fare tesoro pure delle brutte esperienze è tutto allenamento!
    ovviamente questo vale per me che posso avere un carattere forte.
    per chi ha un carattere un attimino più chiuso il discorso è differente.

    sono ripetitivo :P

    OT che hai fatto il prof puntino? poooveri ragazzi! LOL

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