Il vero antipolitico? È il Palazzo

Ho letto con interesse un'articolo su La Stampa (link) di Barbara Spinelli. Fa tra l'altro un'analisi della relazione fra il giornalista classico e il politico italiano e come i tre elementi complicitá, esclusione e blog/movimenti alternativi hanno contribuito al "fenomeno Grillo" che avverte, adesso ha "un’elettricità rischiosa". 

Antonio Montanari Nozzoli dice nel suo blog:

Non voglio fare un riassunto del fondo di Barbara Spinelli, va letto tutto, tuttavia riporto un altro passo per sottolineare il taglio che l'articolo ha ricevuto, ovvero lo studio del contesto in cui il fenomeno Grillo è nato, e la serietà che anche i comici possono indossare in determinati momenti della storia (o della cronaca se si vuol volare più basso…): «La figura del buffone che dice la verità senza esser creduto perché appunto considerato buffone è già nell’Aut-Aut di Kierkegaard. "Accadde, in un teatro, che le quinte presero fuoco. Il Buffone uscì per avvisare il pubblico. Credettero che fosse uno scherzo e applaudirono; egli ripetè l’avviso: la gente esultò ancora di più. Così mi figuro che il mondo perirà fra l’esultanza generale degli spiritosi, che crederanno si tratti di uno scherzo"».

 

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